BEST PRACTICE

IT - Questa sezione intende presentare esempi di esperienze innovative, che sono stati individuate dai diversi partner di Join, non per forza ricadenti all'interno delle aree di progetto, ma individuate a livello nazionale.

 

L'analisi dei casi di studio è una metodologia di ricerca che permette di approfondire alcuni elementi ed evidenze emerse nella fase iniziale di mappatura del progetto JoIN (Azione comune 2.1).

Si tratta dunque di casi esplorativi, che, attraverso le descrizioni riportate di seguito, hanno permesso di rispondere alle seguenti domande:

  • Quali sono i fattori di successo dell'innovazione?

  • Quali sono gli elementi che favoriscono l'innovazione? 

  • Quali sono gli elementi che la ostacolano?

Si tratta di una fase del lavoro progettuale in itinere, che continuerà ad essere alimentata dai partner, proprio per favorire l'acquisizione di nuovi elementi conoscitivi che potranno essere utili alle imprese coinvolte.  Una sezione quindi viva e a servizio delle realtà locali.

 

 

Le best practice verranno presentate in relazione al macro-tipo di innovazione (o della principale innovazione) che hanno portato, sulla base del modello "I dieci tipi di innovazione" (http://idiecitipidiinnovazione.it/), che la figura precedente illustra in sintesi.

Il senso è fare in modo che emergano i modelli di sviluppo - in relazione a diversi contesti non solo rurali - che possono essere davvero replicati in altri contesti attraverso l'attivazione di precisi strategie. 

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La cooperativa di comunità è un modello di innovazione sociale volto a creare sinergia e coesione in una comunità, mettendo a sistema le attività di singoli cittadini, imprese, associazioni e istituzioni. 

I soci uniscono le proprie forza per la produzione di beni o servizi, incidendo in modo stabile e duraturo sulla qualità della vita sociale ed economica della comunità.

I Briganti di Cerreto hanno rivitalizzato un territorio di montagna, con pochi servizi e soggetto a spopolamento, offrendo sia servizi forestale, che turistici, attraverso un modello organizzativo basato sulla partecipazione equa dei soci, per valorizzare il capitale sociale. 

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L'albergo diffuso è un modello di innovazione nel sistema di offerta turistica caratterizzato dalla diffusione orizzontale delle unità ospitali, con la possibilità di usufruire di servizi alberghieri per tutti gli ospiti che alloggiano nei vari stabili, il tutto con una organizzazione e gestione unitaria di tali servizi. 

Il turista ha l'opportunità di vivere in contesti urbani di valore, come i borghi storici, entrando in contatto diretto con la popolazione locale attraverso delle forme nuove di ospitalità  e nuovi modelli di accoglienza. 

L'Albergo Diffuso “Sextantio” in Abruzzo ha creato sviluppo e un rinnovamento del borgo e del suo territorio attraverso la realizzazione di un Albergo Diffuso, con un edificio centrale adibito a reception, con alloggi e camere negli edifici circostanti, ristorante a gestione interna e un piccolo centro conferenze collegato

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La possibilità di acquistare prodotti da filiera corta - che mettono in connessione diretta produttore e consumatore - mette a valore le produzioni locali, riduce le emissioni dovute allo spostamento della merce e sostiene i piccoli produttori locali che non avrebbero accesso alla grande distribuzione.

L'obiettivo è organizzare e strutturare la piccola distribuzione attraverso la consegna di cassette di frutta e verdura biologica certificata proveniente direttamente dai produttori.

Cortobio consegna dal 2011 ortaggi certificati biologici in cassette riutilizzabili in abbonamento, per rispondere al fabbisogno locale delle famiglie bresciane di frutta e verdura sana e sicura per l’uomo e l’ambiente.

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Un vecchio spazio pubblico, un mercato rionale, ritrova nuova vita attraverso la rifunzionalizzazione di alcuni spazi, diventando un centro polifunzionale e luogo d'incontro dove condividere la cultura in tutte le sue forme. 

Obiettivo dell’intero progetto è dare nuova centralità urbana alla musica classica, ai giovani, alle espressioni creative e alle sperimentazioni, a partire dalla trasformazione di uno spazio pubblico di periferia, che vuole diventare un valore aggiunto per il quartiere e per l’intera città

Il Mercato Sonato, iniziato nel 2015,  è un luogo di sperimentazione culturale, il centro culturale del quartiere san Donato di Bologna, interamente autogestito dall’Orchestra Senzaspine, orchestra giovanile con più di 400 elementi. 

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ALVEARE CHE DICE Sì

https://alvearechedicesi.it/it

La rete rappresenta un forte strumento di innovazione sociale, in quanto permette di ottimizzare le risorse, facendo economie di scalata, ma anche ampliare le competenze dei soggetti coinvolti, attivare opportunità di scambio e stabilizzare legami di fiducia.  

I punti vendita sono l'ultimo anello di una filiera complessa, che parte dai produttori locali, fino ad arrivare ai luoghi della commercializzazione, creando nuove forme di impiego differenziate da nord a sud. 

L'Alveare che dice sì è un network flessibile, dove i produttori vendono a prezzi equi e la logistica è essere reinventata per armonizzare prossimità e sostenibilità.

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SERRE DEI GIARDINI MARGHERITA

https://leserre.kilowatt.bo.it/

La rigenerazione di uno spazio pubblico attraverso l'individuazione di nuove forme e funzioni e l'attivazione di progetti di cooperazione a servizio della comunità cittadina.

Principi e valori che guidano lo sviluppo delle idee progettuali, cioè una visione di sostenibilità e collaborazione: il coworking, il servizio educativo Kw Baby, la rassegna estiva Kw Summer, la community gARTen che gestisce l’orto e lo spazio eventi all’interno della Gabbia del Leone.

Le Serre dei Giardini sono nel cuore di Bologna, un hub metropolitano di innovazione e di promozione della cultura imprenditoriale centrato su incubatori per start up, aggregazione, ma anche eventi cutlurali e spazi condivisi. 

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Anche dal punto di vista promozionale lavorare in rete diventa essenziale per rafforzare l'identità del territorio e del brand.

 

Il Consorzio Parmigiano Reggiano ha creato un modello di rete tra diversi caseifici che permette di integrare la produzione all'aspetto delle visite e delle degustazioni.

 

Grazie alle visite presso i luoghi della produzione, il consumatore può entrare in contatto con il prodotto e il produttore. In questo modo, viene valorizzata la relazione umana, la consapevolezza verso le produzioni tipiche e il Made in Italy. 

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Progetto di cooperazione transnazionale "JoIN - Job Innovation and Networking in the rural area - PSR 2014/2020

 Misura 19 "Sostegno allo sviluppo locale LEADER" - Misura 19.3.01 "Cooperazione interterritoriale e transnazionale

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